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L'approfondimento di PalmoDiCamola

#ilDinemiDardo - 04/05/2022

Abbiamo voluto chiedere al Presidente il suo punto di vista sul presente e sul futuro delle freccette italiane.

Di Angelo Ceccotti.

"La situazione delle freccette in Italia è frammentata e sovrapposta, ci sono varie realtà che fanno attività di soft dart e steel dart, alcune di esse riconosciute da enti di promozione sportiva, una dalla disciplina sportiva associata FIGeST, altre ancora senza riconoscimenti ufficiali.

Ci sono realtà on line che praticano lo sport delle freccette, e altre che discutono, pubblicano articoli e commentano il gioco. C'è dunque un movimento frammentato senza un coordinamento nazionale, molte volte questo a causa di imposizioni personali, motivi economici, mancanza di lungimiranza o semplicemente per invidie. Questo scenario ovviamente limita la crescita del movimento in quanto essendo diviso ha poca forza e perde di considerazione. Mi limito ad entrare nel merito del settore giovanile in quanto è ciò di cui mi occupo, insieme al settore per i disabili, dicendo che riscontriamo in molte occasioni ostruzionismo, il quale danneggia la crescita dei giovani e la visibilità per tutto il movimento.

Noi della Italian Darts Academy non siamo i migliori, siamo semplicemente gli unici che fanno questo tipo di attività sul territorio, come ci si può sentire i migliori se non si hanno alternative con cui confrontarsi? Noi siamo consapevoli del nostro lavoro, siamo certi di fare il massimo e bene, lavoriamo per obiettivi, per questo, visto i risultati, mi permetto di dire che stiamo facendo un gran lavoro. Il più grande risultato che abbiamo ottenuto è fare avvicinare le famiglie a questo sport. Il creare gruppo e condivisione di intenti, utilizzare un metodo di allenamento e di educazione sportiva che avvicini i giovani, che gli permetta di vivere esperienze e che crei nuovi appassionati prima ancora che grandi giocatori, questi i presupposti accademici.

Noi siamo educatori prima che tecnici, questa è la vittoria più grande per un settore giovanile, sentirsi ringraziare dai genitori, abbracciare dai ragazzi. Credo che uno sport senza un settore giovanile forte non ha futuro. Grazie agli sforzi dei nostri tecnici abbiamo ottenuto anche importanti risultati internazionali e nazionali. Oggi possiamo dire di avere atleti di interesse mondiale e gli sponsor personali si stanno avvicinando.

Noi abbiamo bisogno di tutti, per questo formiamo i futuri tecnici e cerchiamo di allargare il consiglio direttivo a copertura di tutto il territorio Nazionale.

Abbiamo bisogno di sedi, di allenatori, dei ragazzi e delle loro famiglie. La peggior cosa che mi capita di sentire?

Quando qualcuno parla utilizzando l'Io e non il Noi, quando sento dire il mio ragazzo, come fosse una proprietà. Ricordo che il ragazzo è della famiglia e di nessun altro e le società sportive sono associazioni di persone e non aziende individuali.

Noi insegnamo a ragazzi fino al compimento del diciottesimo anno di età, poi questi futuri "uomini" dovranno continuare il gioco nelle categorie senior di cui noi non ci occupiamo. Questo per rimarcare l'importanza del far fare il massimo dell'esperienza ai ragazzi per una crescita tecnica, morale e psicologica.

Allo stato attuale con le risorse a disposizione riusciamo a portare dai quattro ai sei atleti a tre eventi internazionali. Da quest'anno se ne è aggiunto un quarto grazie all'aiuto della FIGF. Cosa fare per crescere? Quali scenari futuri del movimento?

Noi possiamo solo continuare sulla strada intrapresa, coinvolgendo più persone possibili, facendo fare più eventi internazionali possibili, moltiplicando sedi ufficiali e tecnici, raggiungendo più ragazzi possibili. Le altre realtà on line che si occupano di informazione stanno facendo il resto, ovvero continuare a divulgare notizie, organizzare eventi e far conoscere il nostro sport.

Non vedo possibilità di un accorpamento delle varie sigle, almeno non in un prossimo futuro, quindi, restando l'attuale divisione, non mi resta altro che augurare a tutti un buon "lavoro" e ribadire ancora una volta la nostra massima apertura a collaborare con tutti.

Alla nostra accademia per una decisa crescita serve uno sponsor che investa importanti cifre, decine di migliaia di Euro, per consentire più partecipazione Internazionale. Al nostro movimento Nazionale serve unità. A tutti serve mettere da parte invidie e rivalse personali."

Good Darts, Angelo Cecotti