Kyle Anderson, “The Original”: l’orgoglio Noongar
Volato via troppo presto ma la sua magia sulla linea di tiro e il sorriso inconfondibile restano immortali.

L’ambiente delle freccette professionistiche conserva nel cuore il ricordo indelebile di un campione che ha saputo lasciare un segno profondo, dentro e fuori dalla pedana. Kyle Anderson, per tutti semplicemente “The Original”, è stato molto più di un semplice giocatore di talento: è stato un simbolo di passione, un pioniere per il movimento oceanico e un’icona di simpatia e lealtà sportiva che ancora oggi, a distanza di anni dalla sua prematura scomparsa nell’agosto del 2021 a soli 33 anni, continua a vivere nei cuori degli appassionati.
Soprannominato così in omaggio alle sue origini aborigene della popolazione Noongar di cui andava estremamente fiero e che rappresentava con orgoglio su ogni palcoscenico internazionale, l’australiano ha calcato stabilmente i palcoscenici del circuito PDC dal 2012 al 2021, ritagliandosi un posto d’onore nell’élite mondiale grazie a giocate di puro genio e a una mano sinistra semplicemente fulminante.
La sua classe cristallina è rimasta scolpita nella storia della PDC soprattutto grazie a due momenti magici in cui ha fatto tremare le arene di tutto il mondo realizzando un perfetto e illuminato nine-darter. Il primo, leggendario, è arrivato sul palcoscenico dell’Alexandra Palace durante il Campionato del Mondiale del 2014, quando incantò il pubblico sfoderando la giocata perfetta contro Ian White. Il bis, altrettanto memorabile, si è materializzato nel 2017 al Campionato Europeo, firmando un altro capolavoro balistico contro un mostro sacro come Michael van Gerwen.
Il 2017 è stato senza dubbio l’anno d’oro della sua carriera: oltre alle prodezze nei major, Anderson ha coronato il suo percorso di crescita trionfando in un torneo televisivo di primissima fascia come l’Auckland Darts Masters, dove sbaragliò la concorrenza battendo in finale l’olandese Benito van de Pas, affiancando a quel trionfo di prestigio anche la vittoria in un evento del circuito Players Championship.

Ma oltre alle medie da urlo, alle freccette scagliate con una naturalezza impressionante e ai trofei sollevati al cielo, di Kyle Anderson resta soprattutto l’eredità umana. In un circuito competitivo e spietato come quello professionistico, “The Original” era universalmente amato da colleghi, addetti ai lavori e tifosi per la sua contagiosa solarità, la grande umiltà e una disponibilità fuori dal comune. Un sorriso che non si è mai spento, nemmeno nei momenti più difficili della sua vita e della sua carriera. Kyle ci ha lasciati troppo presto, ma le sue giocate da fuoriclasse e il suo spirito genuino continuano a risplendere nella grande storia delle freccette.







