Dart Club Treviso – CORREVA L’ANNO 1983

Buon compleanno D.C. TREVISO. Radici profonde, lo stesso spirito di sempre celebrando 43 anni di amicizia e traguardi.

43 anni, tanti ne sono passati da quel 28 ottobre 1983 e dal via dell’opera del suo artefice dalla fondazione del Dart Club Treviso, pietra miliare e punto d’inizio dal quale è nato e si è sviluppato fino a oggi l’intero movimento delle freccette in Italia.

Il fatto esemplare è che quello stesso sodalizio, dopo aver calcato le pedane di (quasi) tutto il nostro paese portando i primi rudimenti di questa disciplina, conseguendo importanti traguardi sportivi e di appassionato attaccamento, tra i primi in assoluto a costituirsi in Associazione Sportiva Dilettantistica, esiste ancora, e tra mille vicissitudini, più che mai attivo!

E tuttora contempla tra le proprie fila alcuni di quei protagonisti della prima ora ad iniziare dal suo attuale presidente che ben si prestano oggi come allora a dare ancora il proprio contributo per la diffusione di questo sport meraviglioso.

Ale Rosso Pres. Dart Club Treviso

Al pub, birra e freccette Treviso si scopre inglese

La lunga battaglia di «mister» Caserta

E’ INVERNO, fuori piove e tira vento, l’oceano scaglia le sue onde sulle scogliere di Bodmin. Dentro a un pub fumoso e schiamazzante, in mano il classico boccale di birra, un gruppo di giocatori si diletta a lanciare dardi appuntiti verso un bersaglio variamente numerato. Intorno alla «partita» c’è gran fermento, molti scommettono, anche. Siamo in Inghilterra, più precisamente in Cornovaglia, la «patria» per eccellenza delle freccette.

Qui Luciano Caserta ha vissuto per molti anni. E qui lo ha travolto la passione per questo gioco che definire sport è un pochino azzardato. Caserta è un baffuto quarantenne, «cosmopolita», che quando ha deciso di tornare in Italia e di venire ad abitare a Treviso per seguire la “morosa”, lo ha fatto con un chiodo fisso nella testa: trapiantare le freccette anche nel nostro paese. «Cominciai a tastare il polso a qualche bar, ma nessuno mi dava retta: tutti credevano che le freccette fossero quel giochino per bambini…»

Ecco la squadra del «Dark Pub» Treviso, campione d’Italia. La compongono: Marco Zanette, Luca Lazzeri, Andrea Ombra Cattai, Fabi Crico, Francesco Ly Vohi, Rolando Malachini, Luciano Caserta, Daniele De Stefanis, Leonardo Vecchiato, Sergio Celli, Alessandro Rosso, Alfredo e Chiara Gagliardi, Franco Balliero e Luciano Baldo.

Fu così che Caserta decise di fare tutto da solo e che, nel 1983, fondò il «Dark Pub», il primo a Treviso, nel Veneto, in Italia. «La connessione tra pub e freccette è fondamentale — spiega — perché non si può concepire la pratica di questo gioco all’aperto, magari d’estate. Gli inglesi, si sa, sono molto tradizionalisti e lo praticano soltanto nei pub, durante la brutta stagione. E’ nato così e deve restare così». La passione per le freccette, nei paesi anglosassoni, ha raggiunto punte sorprendenti e coinvolge ormai interessi enormi: esistono giocatori (John Lowe è il più celebre) che fanno i professionisti nei vari «circuiti», dotati di montepremi milionari da varie ditte, naturalmente di birra. Da noi tutto ciò è ancora molto lontano. Ma intanto, a Treviso, è nata la Federazione Italiana Gioco Freccette (riconosciuta dal Coni), che ha sede proprio nel «Dark Pub» di via Gualpertino da Coderia.

Si è anche disputato il primo campionato nazionale: questa edizione d’esordio è stata ancora piuttosto «circoscritta». Ha vinto Treviso, davanti a Jesolo, Saletto, Altivole, Zero Branco e Montebelluna, ogni squadra con il suo bar che fa da sede e campo di gioco. Ma il business sembra destinato una rapida diffusione in tutto il territorio nazionale: «Ricevo continue richieste di informazioni e di affiliazioni, non solo dalla provincia di Treviso, ma da tutta Italia, persino dalla Sardegna — racconta Caserta — e questa “creatura” mi sta davvero crescendo tra le mani. Sono andato anche a Canale 5, a proporre le immagini di Inghilterra-Galles (speditemi direttamente dalla federazione britannica), il non plus ultra del settore, giocata davanti a 1600 spettatori: a Milano sono rimasti entusiasti e mi hanno garantito un appoggio.

Poi ho già avviato a Rimini i contatti con due industrie di birra (la Guinness e la John Courage), con grossi interessi in Italia, perché sponsorizzino i prossimi campionati. Sarò pago solo quando le freccette saranno diventate anche qui uno sport nazionale».

E chi lo ferma più, Caserta? Adesso vuole mandare un giocatore trevigiano ai campionati mondiali e poi organizzare un incontro internazionale al «Dark Pub»: dovrebbe anche essere l’occasione per presentare «ufficialmente» il suo gioiello.

L’articolo di giornale storico

«Il boom — spiega ancora Caserta — è dovuto forse alla diffusione anche in Italia dei locali di stampo anglosassone, le paninoteche. E poi al fatto che finalmente tutti hanno capito come funziona il meccanismo delle partite, che in realtà è semplicissimo. Senza contare che si pratica con una spesa irrisoria e che permette a chi gioca di rilassarsi, di dimenticare tutto e di socializzare rapidamente con gli altri frequentatori dei pub».

L’aspetto atletico, insomma, non esiste. Si gioca vestiti normalmente, bastano tre freccette (che i giocatori amano «personalizzare» nelle alette o nelle codine, proprio come una stecca da biliardo), un bersaglio, buon occhio e una certa dimestichezza con l’aritmetica: si parte infatti da 501 e per vincere la partita si deve «azzerare», con le combinazioni «doppie» e «triple» consentite dalle varie circonferenze del bersaglio. E giocano tutti, uomini e donne, dai 18 agli 80 anni.

Furio Pranzo

Palmo Di Camola
Palmo Di Camola

Palmo Di Camola è un creativo. Spinto da una profonda passione per lo sport delle freccette, ha ideato il progetto FrecceSport per poi diventare parte di FreccetteItalia.it.
"Immaginatore", Palmo trasforma la cronaca sportiva in un racconto originale fatto di rubriche, grafiche e ironia, con l'obiettivo costante di valorizzare e diffondere le freccette in Italia ed oltre.

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