POST “Sperduto”
Lo sfogo di un nostro lettore che riportiamo non per la polemica ma per la discussione
“Quest’anno, tra mille novità e cambiamenti, il leitmotiv sembra essere diventato quello dei “posti sperduti”.
C’è chi si lamenta delle sedi, chi ironizza sulle distanze, chi sottolinea le difficoltà logistiche.
Come se fosse una novità. Eppure, basterebbe ricordare che per anni si è corsa su e giù per la E45 in pieno inverno, che si sono disputate gare accanto a campi da padel al confine con la Francia, che ci si è ritrovati in capannoni di eternit piazzati vicino agli ingressi dei campi Rom, con conseguenti auto depredate e danneggiate, senza dimenticare le interminabili ore di fila sulle strade più trafficate.
Insomma, il “posto sperduto” non è un’invenzione di oggi: è la normalità che tanti hanno affrontato con pazienza e spirito sportivo.
La differenza, come sempre, sta tra chi ha fatto e chi ha solo parlato.
Chi ha fatto, chi ha organizzato, chi ha garantito che le GU andassero avanti, merita rispetto e basta.
Non perché tutto sia stato perfetto, anzi, si lavora per migliorare sempre, ma anche perché senza azione non ci sarebbe stato nulla.
Il fare, anche tra mille difficoltà, è ciò che ha permesso alla disciplina di crescere e di avere continuità.
Chi invece ha solo parlato, chi ha criticato senza mai muovere un dito, resta fermo nella sua comoda posizione.
È facile lamentarsi dei “posti sperduti” quando non si è mai stati disposti a prendere in mano la situazione.
È facile dire “io l’avrei fatto meglio” quando non si è mai fatto nulla.
Il loro sport non è il lancio delle freccette, ma il lancio di opinioni.
E allora l’ironia diventa inevitabile:
i chiacchieroni hanno sempre la battuta pronta, ma quando si tratta di agire, improvvisamente spariscono.
Parlano di logistica, di organizzazione, di strategie, ma non hanno mai alzato un dito per costruire qualcosa di concreto.

Che il futuro porti nuove proposte e nuove energie,ma soprattutto che i chiacchieroni abbiano finalmente l’occasione di mettersi alla prova. Così, magari, scopriremo che dietro le loro infinite parole c’è anche un briciolo di capacità, e se non c’è, almeno avremo la conferma che il vero motore delle GU non sono le chiacchiere, ma il coraggio di fare comunque e sempre.”






