240. LUKE LITTLER, SÌ O NO?

Personalmente trovo lampante il fatto che questo ragazzotto inglese stia riscrivendo la storia del nostro sport.

I 100 punti di average sono sempre stati visti come quel muro (per noi irraggiungibile o quasi), che veniva superato, ma non sempre, e di poco, dai mostri sacri come Phil Taylor o il Michael Van Gerwen degli anni 2010.

Tutto ad un tratto Littler ha alzato l’asticella di…10 punti! È come se, per fare un esempio semplice, il 9.58 di Usain Bolt sui 100 metri venisse improvvisamente portato a 8.62 con costanza.

Un dato iperbolico, esagerato, insensato.

Ma non è solo un discorso di average, ma anche di percentuali folli in doppia, eccellenza nelle chiusure a 3 cifre ed ancor più nella capacità di colpire il doppio bull con l’ultima freccia.

LA QUESTIONE È: LITTLER È UN BENE OPPURE UN MALE PER LE FRECCETTE?

Io lo definisco semplicemente uno spettacolo, nonostante il personaggio non mi piaccia. Onestamente, più che estasiarmi, mi smonta completamente, soprattutto quando vedo l’impotenza degli altri big nei suoi confronti.

Eppure è il più forte giocatore che abbia mai visto.

Spero fortemente nell’avvento di Mitchell Lawrie in pdc, ma una simile crescita di livello non mi entusiasma (il mio è il pensiero di chi pensa al 99% a giocare e non a guardare le freccette, va ammesso).

COSA NE PENSATE?

Daniele Petri
Daniele Petri

Daniele Petri, per tutti Pedro, classe 1980, friulano. Sono un dinamico per eccellenza, gioco a calcio da 33 anni (sia come portiere che come giocatore di movimento), ed a freccette da 20. I primi 10 anni prediligevo il soft dart, poi ho completamente cambiato idea ed ora amo le freccette tradizionali.

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