L’Abruzzo come le Faroe
Credere nel Mezzogiorno: la mossa strategica per dare più sviluppo alle freccette italiane.

Mentre le freccette di una parte del mondo guardano alle fredde isole Faroe per la WDF Europe Cup, dimostrando la forza delle periferie, in Italia ci dimentichiamo troppo spesso che la vera forza di questo sport deve crescere nelle regioni del Centro-Sud. C’è chi ha storto il naso e si è lamentato perché eventi importanti come l’Italian Grand Masters si sono giocati a Roseto degli Abruzzi, trovando scomoda la trasferta o la posizione geografica. Certo, va detto chiaramente ed è assolutamente comprensibile: in questo periodo storico così difficile, tra rincari e spese quotidiane che pesano sulle famiglie e sulle tasche di tutti, muoversi e affrontare costi di viaggio importanti non è facile per nessuno. Tuttavia, polemiche e mugugni rischiano di far perdere di vista il quadro generale.
Pensiamo all’incredibile impegno profuso da territori come l’Abruzzo, capace di ospitare grandi kermesse internazionali di primo piano, o alla passione viscerale che anima realtà come il Lazio, la Campania, la Puglia, la Basilicata, la Sicilia e non ultima la Sardegna, dove club, tesserati e dirigenti lottano ogni giorno con risorse limitate per far crescere il movimento. Portare le competizioni fuori dai soliti schemi significa dare valore a queste terre che vivono da qualche anno di pane e freccette, dove la dedizione è autentica. Il Centro-Sud deve diventare il cuore pulsante e il serbatoio di nuovi talenti per le nostre freccette, esattamente come le isole Faroe insegnano a livello internazionale: non serve nascere nei luoghi di grande tradizione per fare grandi cose, basta avere fame e identità.
Riuscire a sostenere e valorizzare queste tappe, pur con le difficoltà economiche del momento, è un’occasione fondamentale per far crescere tutto il movimento italiano, unendo il Paese da nord a sud attorno a un unico progetto.
In fondo, le freccette ci insegnano che il talento e la passione non hanno bisogno di metropoli o comode autostrade: ce lo ricordano le isole Faroe e ce lo conferma ogni giorno il nostro Centro-Sud.
Le difficoltà economiche e le trasferte scomode sono ostacoli reali, ma non possono diventare un alibi. Sostenere tappe come Roseto degli Abruzzi e valorizzare la spinta del Mezzogiorno d’Italia significa riconoscere che il cuore lavora sodo anche lontano dai riflettori tradizionali.







