Non toccatemi lo Spotter!

Mentre noi ci stiamo godendo la Premier League da un comodo divano, lo spettacolo che ci arriva dalla regia della PDC è un capolavoro della tecnica televisiva.

Decine di camere , alcune fisse altre mobili, altre automatizzate così sofisticate da costare ben olte i 200k euro l’una. Dietro queste sofisticate macchie ci sono le persone, a decine anche esse ognuna con la sua parte.

La regia televisiva in diretta è un esercizio mentale con uno stress incredibile. I proessionisti che arrivano a quel livello di produzioni sono persone spesso fuori dal comune, dediti al loro lavoro complesso al punto… da far sembrare agli spettatori tutto scorrevole e semplice.

Immaginiamo ora si entrare in regia PDC. Apriamo la porta (in una pausa che altrimenti ti accoltellano): il posto è buio, spesso freddo perchè è stipato di macchinari elettronici che non devono assolutamente surriscaldarsi. Il costo della strumentazione rinchiusa in quello stanzino è esorbitante.
Silenzio. Tutto silenzioso solo qualche sussurro ed al limite in cuffia le indicazioni del regista. Nessuno si deve distrarre.

In un angolino c’è un tizio che tocca ripetutamente un monitor. Sembra quasi un mago che agita le braccia per un incantesimo mormorandolo in un microfono.

Nelle freccette televisive moderne (come quelle della PDC), lo spotter è una delle figure più cruciali, invisibili e sotto pressione di tutto l’evento. È la persona incaricata di anticipare dove il giocatore tirerà la freccetta successiva, permettendo al regista e ai cameraman di zoomare esattamente sul settore corretto del bersaglio prima ancora che la freccetta venga lanciata.

Foto Sky Sports

Senza uno spotter eccezionale, la regia televisiva non riuscirebbe mai a seguire l’azione frenetica del gioco in tempo reale.

Il lavoro principale non è guardare dove la freccetta è atterrata, ma capire dove andrà la prossima. Lo spotter deve conoscere a memoria le preferenze di ogni giocatore, i percorsi di chiusura tradizionali (i “checkout”) e le deviazioni improvvise.

E’ costantemente collegato via radio con l’operatore della telecamera dedicata ai primi piani del bersaglio. In frazioni di secondo, usa comandi rapidi come:

“Cover T20… moving to T19… down to Double 16!”

Owen Binks, spotter per Modus Super Series. Cercatelo sui social perchè spesso fa post per spiegre il suo lavoro – FOTO Modus

Ma sebbene si usi ancora il parlato il più delle volte ormai sono le zone che tocca sullo schermo a comandare le camere robotiche che ritagliano e zoomano le immagini istantaneamente.

E non è tutto perchè mentre il caller sul palco (l’arbitro) urla il punteggio totale della tornata, lo spotter deve sottrarre quel numero dal punteggio del giocatore alla velocità della luce, elaborando immediatamente la combinazione successiva. Se una freccetta devia o finisce in un settore imprevisto, lo spotter ha meno di mezzo secondo per ricalcolare il resto e dare il nuovo comando alla camera. Ma vi rendete conto? Uguale a noi quando ci capita ahimè di arbitrare una partita.

Naturale a dirsi che spesso gli spotter sono ex giocatori professionisti o grandissimi esperti di matematica applicata al gioco. In Italia potremmo avere qualche arbitro che ha queste doti. Ci viene in mente Simone Fiori che presto si dedicherà proprio alla certificazione ufficiale WDF o il mitico o Adriano Salza che per lunghi anni ha arbitrato le finali FIGF. Un giocatore? Daniele Petri ha i conti nel sangue.

Disquisizioni a parte guardatevi il video (se non si vede lo trovate al link diretto sotto….e ricordatevi di non imprecare contro il povero spotter se sbaglia qualche inquadratura!

https://www.facebook.com/share/r/17vQqvTGaN

Dennis "Zakkaria" Bolzicco
Dennis "Zakkaria" Bolzicco

Fondatore di FreccetteItalia.it nel 2021 e creatore della APP nel 2026. Amministratore e Capo Redattore della testata.
Conosciuto da molti appassionati perché spesso impegnato in prima persona come inviato, commentatore o responsabile media e streaming nei torne in tutta Italia.
Amo la tecnologia della comunicazione e metto a disposizione il mio tempo e le mie ricerche per diffondere tramite i media moderni le notizie sportive delle freccette italiane.
Organizzo, seguo e promuovo i contributi degli appassionati collaboratori al progetto FreccetteItalia.it senza i quali tutto questo non sarebbe possibile.

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